Quanti numeri riesce a ricordare una persona?
La stima classica, la correzione moderna e le medie per fascia d’età.
In media un adulto ripete correttamente circa 7 cifre nell’ordine in cui le ha sentite, e circa 5 se deve ripeterle al contrario. È la stima classica di Miller (1956), il «numero magico 7±2». La ricerca successiva l’ha però corretta: quando si impedisce di raggruppare le cifre in blocchi, la capacità reale si avvicina a 4 elementi (Cowan, 2001).
Il numero magico 7±2
Nel 1956 George Miller osservò che su compiti molto diversi — cifre, lettere, suoni — le persone reggevano all’incirca la stessa quantità di informazione: sette elementi, più o meno due.
Il punto meno citato del suo articolo è il più importante: l’unità non è la cifra, è il chunk, un blocco dotato di significato. «1 9 9 1» sono quattro cifre per chi le sente come numeri sciolti, e un chunk solo per chi ci riconosce un anno. Quante cifre ricordi dipende quindi anche da come riesci a organizzarle.
Perché oggi si stima 4, non 7
Nel 2001 Nelson Cowan rianalizzò gli esperimenti in cui il raggruppamento è impedito — per esempio occupando la voce interiore con un compito parallelo — e trovò una capacità vicina a quattro elementi. La lettura corrente è che 7±2 misuri la prestazione con le strategie incluse, e 4 la capacità al netto delle strategie.
Le medie per fascia d’età
Lo span non è stabile lungo la vita: cresce nell’infanzia, tocca il picco tra adolescenza ed età adulta, e cala lentamente dopo i sessant’anni. Il calo è più marcato nel compito inverso, che oltre a tenere a mente le cifre richiede di manipolarle (Bopp & Verhaeghen, 2005).
| Età | Diretto | Inverso |
|---|---|---|
| 5 anni | 4 | 3 |
| 6–8 anni | 5 | 4 |
| 9–12 anni | 6 | 4 |
| 13–15 anni | 7 | 5 |
| Adulto (16–60) | 7 | 5 |
| 61–70 anni | 6 | 5 |
| Oltre 70 anni | 6 | 4 |
Sono medie di popolazione, con ampia variabilità individuale: uno scarto di una o due cifre rispetto alla media della propria fascia è del tutto normale.
Si può allenare?
Sì, ma in modo più circoscritto di quanto si legga in giro. Il caso più noto è quello di un soggetto che in oltre 200 ore di pratica portò il proprio span da 7 a circa 79 cifre, associandole a tempi di gara che conosceva a memoria (Ericsson, Chase & Faloon, 1980). Il dettaglio decisivo arriva alla fine dello studio: quando gli fu chiesto di ricordare lettere invece di cifre, tornò a circa sei. Aveva costruito una strategia, non allargato un serbatoio.
È la stessa conclusione delle meta-analisi sull’allenamento della memoria di lavoro: i miglioramenti restano sul compito allenato e su compiti molto simili, senza trasferirsi all’intelligenza o al rendimento scolastico (Melby-Lervåg & Hulme, 2016).
Come misurare il tuo
Il compito standard si chiama digit span: ascolti una sequenza di cifre e la ripeti, prima nello stesso ordine e poi al contrario. Ogni risposta giusta la allunga di una cifra; la sequenza più lunga che ripeti correttamente è il tuo span. È lo stesso compito che compone l’indice di memoria di lavoro della scala WAIS.
Tutti gli studi citati in questa pagina, con i riferimenti completi, sono nelle fonti scientifiche.